| Arlecchino Don Giovanni - News ed Eventi |
data di pubblicazione: 23/06/2008 |
NON BASTAVANO 100 DATE FINO AD ORA ... CONTINUA LA TOURNEE DELL' "ARLECCHINO DON GIOVANNI"
GIU ང dom 15 Cotignola (Ra) P.zza Vittorio Emanuele II 21.45 LUG ང gio 3 Fontanelle (Tv) Villa Galvagna 21.15 ven 18 Negrar (Vr) Villa Rizzardi 21.00 mar 22 Ponte S. Nicolò (Pd) Parco Vita 21.15 lun 28 Manerba (Bs) Teatro Balbiana 21.15
prima ricostruzione del canovaccio “Le Festin de Pierre” di “Dominique” Biancolelli
drammaturgia e regia di Roberto Cuppone Michele Modesto Casarin
musiche originali Michele Moi
maschere Stefano Perocco di Meduna
personaggi ed interpreti:
Arlecchino : Michele Modesto Casarin Evira, Abbondanza, Doña Aña, Diavolessa: Manuela Massimi Don Pedro, Capitan Ottavio, Pulcinella, Appestato, Sicario: Federico Scridel Re sole, Don Giovanni: Roberto Serpi
Duelli: Alberto Bellandi Assistente alla regia: Marilena Crosato Scene e costumi: Chiara Benedetti, Marianna Fernetich, Lorenzo Giacomello, Marco Grison, Irene Guerra, Anna Lazzarini, Giulia Mio, Federica Rigon, Stefania Tosi Coordinamento scenografia: Popi Ranchetti, Edoardo Sanchi Coordinamento costumi: Giovanna Fiorentini Realizzazione costumi: Antonia Munaretti Disegno Luci: Paolo Battistel Responsabile tecnico: Roberto Rossetto
note di regia di Roberto Cuppone
La storia di Don Giovanni, forse la più bella e famosa di tutto il teatro, deve questa straordinaria popolarità ai comici dell’arte italiani che per due secoli ne fecero in tutta Europa un cavallo di battaglia: fra tutte, la versione di maggior successo fu Le Festin de Pierre (Il Convitato di Pietra) di Domenico “Dominique” Biancolelli, il più grande arlecchino secentesco, rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1668, con tale successo che ebbe infinite repliche e riprese fino alla fine del Settecento. Oggi non poteva toccare che a Pantakin di Venezia, la compagnia italiana di maggior tradizione nella commedia dell’arte, di riesumare questo antico e leggendario canovaccio. La ricostruzione che qui propongo in prima assoluta moderna – non a caso con la preziosa collaborazione di Michele Modesto Casarin, il più famoso arlecchino veneziano operante oggi in Italia – è naturalmente libera e ispirata a rimettere in scena tutta la godibilità del racconto e la spettacolarità dei lazzi: una girandola di maschere (sette) e dialetti (sei), di virtuosismi (quattro attori in dodici personaggi, ventinove cambi di costume) e di musicalità (cinque musiche originali, cantate dal vivo). Ma nello stesso tempo credo che presenti alcuni motivi di interesse culturale. Per la prima volta si possono apprezzare in scena alcune invenzioni di Biancolelli (un arlecchino narratore di grande modernità, il naufragio, la favola del maialino) e in particolare la maschera che fu dell’attore italo-francese, in una esatta ricostruzione appositamente realizzata da uno dei più prestigiosi mascherari italiani, Stefano Perocco di Meduna.È anche una occasione di apprezzare il rapporto che ebbe Molière, e il suo Don Giovanni, con il mestiere dei comici italiani, in particolare nell’episodio del Povero e in alcuni monologhi di Don Giovanni. E infine di riscoprire il rapporto che possiamo ancora avere noi, spettatori mediatici e dimidiati, con queste antiche favole.
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