About Michele
Sono oramai passati vent'anni dalla prima volta che un pezzo di legno accarezzò le mie mani... Esso deteneva una forza misteriosa, un energia che mi fece pensare per la prima volta all'anima scaturita dall'incommensurabile calore, misto di dolcezza e follia, prodotto dalle vibrazioni di una scatola di legno, dal peso di appena duecento grammi chiamata violino, che, seppure fosse piccolo, deteneva una forza quasi ancestrale e non smette ancora di affascinarmi; ogni mattina, ogni sera, all'imbrunire, ogni attimo della mia vita.
Sono oramai quasi sette anni da quando ho detto basta allo studio accademico dello strumento, che per mano aveva portato la mia mente a viaggiare, emozionarsi ma non creare; non mi bastava più suonare, non riuscivo a guardarmi dentro abbastanza per riuscire a scaturire e scatenare l'energia che vorticava nel mio stomaco, e trasdurla in un linguaggio volto all'interpretazione, alla comunicazione delle sensazioni che ogni qual volta prendevo il violino in mano non erano più.
Il motore del mio svegliarsi, mangiare, dormire, Amare.

Quasi un anno sono riuscito a negare a me stesso la ragione per cui respiravo, mangiavo ed amavo. La musica. Ogni qual volta aprivo la custodia del mio strumento una forza sconosciuta bloccava le mie mani, un pò come Eveline davanti alla nave che la sta per portare nel nuovo mondo...
ma un giorno, il pianoforte che custodisco ancora gelosamente ha fatto suonare nuovamente la sirena di quella nave, la stessa che vent'anni fa mi aveva iniziato alla mia religione, la musica,
e questa volta, in quella giornata dell'autunno del 2001, ascoltai quel richiamo.
Mi sedetti, aprii lo scrigno che custodiva da qualche mese intatti i tasti e la meccanica di quello strumento ed iniziai a suonare. Cosa?
Le foglie d'autunno, cadevano e piovevano inermi come l'energia negativa che mi stava tenendo lontano dalla mia passione ancestrale, come i ricordi e gli attimi infatuano la nostra mente e le nostre emozioni. La vita.
Ho cominciato in quel giorno a raccontarla, ed ogni giornata, ogni attimo amore e passione.
Non ho più smesso di raccontarla
e quattro anni dopo sono riuscito a suonare davanti a centinaia di persone, a tre gradi sotto zero, quel pezzo di legno di 375 grammi di peso che non riuscivo più a prendere in mano.
Non avevo più freddo
Ero riuscito a
Ora...
Michele Moi
|